Lunedì, 17 Marzo 2014

Pericoli di un lavoro inadeguato della muscolatura addominale

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L’addome è spesso oggetto di preoccupazioni per molte persone e uno dei principali motivi per i quali ci rivolgiamo ai centri fitness o alle palestre con la speranza di ridurlo, tonificarlo e ottenere un’ estetica pancia piatta.
La storia degli esercizi addominali è molto ampia, però dobbiamo riflettere sul modo in cui si realizzano e sui pericoli legati ad un scorretta esecuzione.
Perciò insisto sempre con i miei pazienti che prima di metterci a lavorare qualunque parte del nostro corpo dovremmo fare una piccola riflessione su dove è situata, da cosa è formata e qual’è la sua funzione. “Dovremmo lavorare il nostro corpo quando non funziona correttamente, ma sempre seguendo e rispettando la sua fisiologia” (Roland Leclerc).

Se desiderate formarvi nella ginnastica addominale ipopressiva (G.A.H.) secondo il metodo Caufriez potete partecipare ai nostri corsi, che teniamo continuativamente in varie sedi.

Inoltre potrete avere ulteriori informazioni rivolgendovi ad uno dei professionisti che si è formato con noi.

 


 

 

 

(articolo pubblicato su www.zonahospitalaria.com)

La Ginnastica Addominale Ipopressiva offre un nuovo modo, totalmente sicuro, per ottenere un ventre piatto e riequilibrare la schiena.
di Maria Medrano Muñoz (Fisioterapista specializzata in uroginecologia e viscerale, unnità di fisioterapia per il recupero funzionale Foro QPEA)

 

Gli addominali. Nozioni anatomiche.

Intreccio che riveste il ventre. Sono formati da 4 gruppi muscolari:

  • Il muscolo trasverso: è il più profondo. Circonda la cintura, dalla colonna vertebrale (posteriormente) fino a metà del ventre nella sua parte anteriore, tappezzando la pancia per tutta la sua altezza, formando una vera “fascia naturale” rinforzata nel basso ventre. Questo muscolo si prolunga verso il centro attraverso una aponeurosi, struttura non muscolare, non elastica, una specie di involucro di pelle ed in questo punto si inserisce al resto della muscolatura addominale. Questo è il punto di unione degli addominali.
  • I muscoli obliqui, grande e piccolo: incrociano il ventre secondo le sue diagonali. Si possono considerare il “corpetto dell’addome”, permettono di evidenziare il punto vita.
  • I retti addominali, che sono i più superficiali, si trovano davanti e si dirigono verticalmente dallo sterno e dalle ultime coste (superiormente) fino al pube (inferiormente) e rappresentano i “tiranti dell’addome”. Formano due bande vicine alla linea mediana, con piccole separazioni visibili sotto la pelle a forma di “ pastiglie di cioccolata”. Servono per equilibrare la muscolatura della schiena, cioè i “tiranti posteriori”. Se questi ultimi fossero in tensione, accorciati, quelli anteriori (muscoli addominali) aumenterebbero la loro curva verso avanti, producendo una maggior protuberanza del ventre verso fuori.
  • Per la loro posizione e direzione, se vogliamo sollecitarli volontariamente in contrazione, l’unico movimento possibile è avvicinare le spalle al bacino (movimento da sdraiato a seduto) o viceversa, il che produce un blocco del diaframma, una compressione della colonna vertebrale, fa fuoriuscire la pancia e spinge gli organi verso il basso stirando il pavimento pelvico. Non dovremmo accorciare i retti anteriori, non esiste nessun interesse muscolare, articolare, viscerale o estetico per fare questo tipo di lavoro.

Funzione degli addominali

Questi muscoli permettono di assicurare un corretto equilibrio e una buona mobilità alla schiena e al bacino e partecipano, con la loro tonicità, alla qualità di funzioni vitali come la respirazione, la digestione e la circolazione sanguigna. Sempre la loro corretta tonicità assicura anche un ventre piatto.

Pericoli di un lavoro sbagliato dei muscoli addominali

Quando si esegue un esercizio addominale classico, avvicinando le spalle al bacino o sollevando le gambe (sforbiciate o pedalate) verso il tronco, si lavora principalmente con i retti addominali. Spesso si produce un aumento della curva lombare e della pressione addominale, generando una spinta della pancia verso avanti e verso il basso: il retto dell’addome si contrae per evitare un ulteriore aumento della curva che si sta producendo a livello lombare e perciò possiamo sentire che si indurisce e trema, ma lo stiamo lavorando in allungamento. Questa spinta (secondo la dottoressa Bernardette de Gasquet):

  • Fa si che la pancia vada verso fuori e non verso l’interno (non riduce il punto vita e stira la fascia addominale). In questo modo il risultato non sarà la tanto desiderata pancia piatta ma l’addome prominente dei culturisti.
  • Spinge gli organi sospesi verso il basso, con il rischio, nel caso delle donne, di discesa degli organi, incontinenza o rilassamento del perineo. Questa è una delle cause per cui le donne che praticano sport , specialmente se esercitano molto i muscoli addominali, hanno più problemi di incontinenza.
  • Aumenta il rischio di ernia inguinale e addominale.
  • Comprime i dischi intervertebrali con il rischio di ernia discale, lombalgia, sciatica.

 

Come si lavora correttamente la muscolatura addominale?

Con una ginnastica che ci permetta di attivare l’addome, principalmente il trasverso e gli obliqui, per ridurne la prominenza e il giro vita e simultaneamente mantenere un corretto stiramento della colonna vertebrale (“autoallungamento”) attraverso posizioni che permettano diminuire la situazione di iperpressione che appare nel lavoro addominale classico.
La miglior opzione è quella chiamata Ginnastica Addominale Ipopressiva.

Cos’è la Ginnastica Addominale Ipopressiva?

Un nuovo metodo di riprogrammazione posturale globale creato dal dott.Marcel Caufriez, che ci permette di tonificare la fascia addominale e il pavimento pelvico mentre riequilibriamo la statica della colonna vertebrale.
In origine fu creata nel contesto della prevenzione post-parto. Il suo obbiettivo era cercare una ginnastica che fosse benefica per la fascia addominale senza effetti negativi per il perineo.
A posteriori, diversi studi dimostrarono l’implicazione terapeutica positiva della Ginnastica Addominale Ipopressiva in numerose patologie funzionali, in particolare quelle relazionate con la Sindrome da Deficienza Posturale (Martines Da Cunha- Lisbona 1979).

In cosa consiste la Ginnastica Addominale Ipopressiva?

Le tecniche ipopressive sono tecniche posturali. Da un lato sono basate nel mantenimento di una posizione particolare per un certo tempo, dall’altro modificano la postura generale, ossia lo schema corporeo. Queste tecniche provocano una diminuzione immediata della pressione intra-addominale (e intra-toracica) da cui il nome ipopressiva.
Questa caduta della pressione è dovuta al rilassamento tonico del diaframma toracico e provoca una attivazione riflessa della muscolatura del perineo e della fascia addominale (attivazione delle fibre tipo I).

Benefici della Ginnastica Addominale Ipopressiva

  • Rinforza i muscoli obliqui e trasverso, che sono quelli che delineano il punto vita e stabilizzano il tratto lombare, senza aumentare la pressione sugli organi interni del bacino.
  • Potenzia in forma riflessa i muscoli del perineo, la base di appoggio della colonna vertebrale.
  • Rinforza le catene muscolari che partecipano al mantenimento della postura, perciò si tratta di un lavoro di correzione posturale.
  • Decomprime i gangli linfatici della pelvi migliorando la circolazione delle gambe.
  • Rinforza gli sfinteri uretrali, vaginali e anali, quindi evita e corregge l’incontinenza.
  • Previene la caduta degli organi della pelvi o evita che ciò continui.

A chi è indicata?

  • Se hai gli addominali deboli o la pancia gonfia.
  • Pratichi sport ad alto impatto, come il tennis, l’equitazione, l’aerobica, salti, etc....
  • Se sei ginnasta o ballerina professionista.
  • Se hai partorito o vuoi restare incinta ma non ti sei ripresa completamente dal parto precedente.
  • Se sei stato sottoposto a chirurgia addominale o ginecologica.
  • Se hai problemi di incontinenza o fuoriuscite di gas.
  • Se hai un prolasso dell’utero, della vescica o del retto.
  • Se hai dolori addominali, un transito intestinale lento o stitichezza.
  • Se sei in epoca di premenopausa o menopausa.
Letto 7563 volte Ultima modifica il Lunedì, 17 Marzo 2014 09:16

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